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lunedì, luglio 25, 2011

Capitan America 3d: Recensione

Non leggete questo fumetto, se non alla fine.

Questo fumetto è Armageddon di Miller Mazzucchelli parte della saga Born Again su Daredevil del 1986.

Il film può piacere, solo che si dovrebbe chiamare: Steve Rogers, the first avenger 3D.

Vediamo il coraggio, il sogno e il carattere del personaggio Steve Rogers,
la sua personalità e la sua umanità, solo che tutto questo è sviluppato a discapito di Capitan America, dell'eroe icona, leader dei Vendicatori. Manca Capitan America.

Questa faccia non è Capitan America questa faccia è una persona con un elmetto azzurro. Adesso far diventare questo personaggio troppo umano come il vero Capitan America iconico sarà troppo dura se non impossibile.

Mentre con Iron Man, eroe di coda dell'universo marvel, è stato fondamentale lavorare su Tony Stark col geniale Robert D. Jr, per dare spessore al film e rendere il tutto frizzante, teso e divertente, la scelta di fare un film umano su un eroe la cui umanità è l'ultimo degli aspetti utili, ha completamente ed irrimediabilmente stemperato e incrinato la forza del personaggio.
Capitan America è la quint'essenza dell'eroe americano della Golden Age, è una sintesi tra Patton, Jon Wayne, Dick Tracy e Bogart, è un bravo ragazzo degli anni quaranta con la mentalità degli anni quaranta, un nonno severo super atletico che salta come una pantera e picchia come un fabbro.

In poche parole Capitan America dei fumetti è Superman che si è mangiato Batman e questo, purtroppo, è stato scelto di non rappresentarlo, si è scelto Steve Rogers, una storia troppo umana e morbida, a tratti bella, a tratti pallosa.

Peccato.
Adesso tornate in cima al post e leggete il frammento su Cap di Miller e Mazzucchelli e vedete cosa ci siamo persi, e cosa non vedremo mai nel prossimo The Avengers.

Ps.

Consiglio a tutti gli interessati la lettura della saga The Ultimates, la saga inizia non a caso con Cap e si intitola Super Umano: tutto il contrario del film.
Per il resto nel film ci sono cose buone e altre cose meno, concordo poco con la critica del bravo Recchioni , e non penso che il film Capitan America rispetto a Thor sia come Daredevil rispetto a Spiderman a suo tempo. Daredevil con Ben Affleck è un film indegno, ma certo la recensione di Recchioni merita una letta. Qui.

Buon Visione.

sabato, gennaio 20, 2007

Di leggere e scrivere.




















Inizio a trovare qualcosa: certamente qualcosa che riguarda le origini.
Cercando me stesso come autore ho guardato la mia libreria: miti, leggende, storie: questo sono io, da quando ho memoria.

Un capo del filo cel'ho, è il presente, lo smarrimento, l'umanità, il confine tra dentro e fuori, tra ciò che è manifesto e ciò che invece è nascosto, a volte magari sotto un dito di polvere.
L'altro capo è nel passato, sicuramente.
Forse il mio lavoro sarà giocare con quanto cambia nel tempo e con quanto invece rimane uguale, nella vita, attraverso i secoli.

Per questo ho iniziato a studiare e cercare. Mi rapisce cosa c'era in Italia all'inizio dell'epoca romana, all'inizio dell'età del ferro.

Altro che mondi fantastici con elfi e nani, in quel periodo c'erano immense foreste abitate da divinità ancestrali.

I romani con la repubblica stavano forgiando l'idea moderna di stato, gli Umbri abitavano gli appennini, gli Etruschi la costa tirrenica erano insuperati nel forgiare i metalli.
In campania c'erano i sanniti e a sud le poleis della magna grecia, ognuna fondata da un popolo diverso ma tutti greci provenienti dalla cultura più evoluta dell'epoca.
Poi c'erano i Siculi e i cartaginesi. Se ancora non vi basta il nord era tutto un pullulare di clan celti.
Questo mondo è stato poi assorbito dal sorgere di ROMA e ne ha cosituito l'ossatura. Questo mondo di guerre, dèi, città è stato oscurato e la mia mente si perde in fantasie esplorandolo.
Anche perchè sono i posti dove viviamo e i nomi, suoni magici, che pronunciamo ogni giorno.

Questo per ora mi prende e ne racconterò, in un modo o nell'altro.

In questo senso, ho trovato all'usato questo romanzo, scritto da MIKA WALTARI, un finlandese, che si è rivelato una vera sorpresa.

Leggo e prendo appunti.





Sullo scrivere: Inauguro la sezione testi della lanterna di oz postando questo vecchio studio fatto da me su Sin City di Miller, secondo me ancora merita.

QUI

Ciao, scusate la lunghezza.

Daniele